Candido Cannavò, giornalista d’altri tempi. Scriverai ancora da lassù.
Candido Cannavò ci ha lasciati ieri dopo un malore che lo ha sorpreso proprio quando stava lavorando nella sua casa,nel suo rifugio lavorativo.La Gazzetta dello Sport è diventata il primo quotidiano sportivo con lui fin dai primi anni della sua reggenza come direttore e poi uno dei quotidiani più acquistati in assoluto in Italia. La classe non era solo nel lavoro , ma nello spirito di vita che raccoglieva consensi da larga parte. Non si possono dimenticare i memorabili giri d’Italia seguiti dal direttore dove lui si sporgeva fuori dall’auto ufficiale di corsa, i suoi commenti sempre realistici e il suo grande amore per lo sport. Ha fatto tutta la gavetta e nel 1981 era arrivato l’incarico più prestigioso per un giornalista. Ammirava Facchetti e Maradona , ma il Giro d’italia era nel suo cuore. Pantani fu l’ultimo grido di gioia del direttore Cannavò,la grande stella poi eclissatasi. I suoi commenti ironici ma signorili ne fanno una figura importante per tutti coloro che vogliono intraprendere la salita tortuosa del giornalismo. Posso solo aggiungere che a livello personale l’ho sempre seguito in Tv in quei fantastici giri d’Italia e nei commenti della serie A di calcio ultimamente e mi ha sempre dato l’impressione di non essere quel giornalista atto a dare solo la notizia magari anche inventata. Il sig.Cannavò rappresenta come alcuni dei più grandi l’essenza di questo mestiere , la vita passata in un giornale a stendere le prime righe,gli occhielli,gli articoli più interessanti e a raccontare con la destrezza di un campione della carta stampata tutto lo sport. Questo articoletto forse a volte sgrammaticato è solo una rappresentanza personale alla memoria di Candido Cannavò.























Martedì 24 Febbraio 2009 03:01
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